Il percorso

Partiamo dalla galleria, situata a circa 1010 metri di quota, e saliamo lungo la marmifera. Poco dopo, in corrispondenza delle cave Campaccio ormai inattive,

 

continuiamo dritti per la rampa in salita. La sensazione è quella di trovarsi in mezzo a un grande cantiere a cielo aperto. Si sale poco, e subito dopo il primo tornante a sinistra, si devia a sinistra su uno stradello dismesso. Si percorre un centinaio di metri e si trova il primo e più basso degli accessi al grande sistema ipogeo dell’Alta Valle dell’Acqua Bianca.Siamo a 1100 m di quota e l’accesso funziona da ingresso meteobasso, cioè d’inverno aspira aria. Con un presagio, gli speleologi emiliani colpiti dall’aria e dalla sua bassa temperatura la battezzarono, appunto, Buca dell’Aria Ghiaccia.

 

Ingresso Aria Ghiaccia (1027 T/LU)

Spalle all’ingresso, in lontananza si vede la dorsale appenninica, in basso la piana di Gorfigliano e sulla sinistra si ha una bella visuale del monte Pisanino, la vetta più alta delle Apuane (1947 m).
Tornati sulla strada principale si continua a salire fino ad una biforcazione ad ‘’Y’. Prendendo il ramo di destra si percorre il “Sentiero dei -1000”.
Dopo poche decine di metri arriviamo ad un piccolo spiazzo da cui parte una strada sulla destra che noi ignoriamo. Proprio in corrispondenza dello spiazzo, però, camuffata da un cumulo di detrito ma transitabile, c’è la Buca Cino.

E’ un -100 scoperto ed esplorato dallo Speleo Club Garfagnana CAI, ancora oggi non collegato al sistema, e come l’Aria Ghiaccia, dobbiamo la sua scoperta al lavoro dei cavatori. Proseguiamo dunque lungo la strada che sale alta rispetto al solco del rio Ventagio che si trova alla nostra sinistra: stiamo camminando sospesi sui rami di giunzione tra la Buca dell’Aria Ghiaccia e l’Abisso Saragato, che si distende sotto i nostri piedi 350-400 metri più in basso. [CONTINUA A LEGGERE]

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