Il percorso

Ingresso Gigi Squisio (1628 T/LU)

Quando la strada attraversa il canale e forma una piccola piazzola in piano, ci si inoltra nel bosco e seguendo i segnavia, di lì a poco si raggiunge l’ingresso del Gigi Squisio: è il fronte esplorativo più recente scoperto ed esplorato dall’Unione Speleologica Pratese. Questo ingresso, anche esso meteobasso, ha il merito di aver riattivato le esplorazioni in alcune delle zone più remote del Saragato, riducendo di gran lunga i tempi di progressione verso le zone freatiche più articolate che si trovano in più punti nel sistema a quota 800 metri. Sempre seguendo i segnavia, a metà strada tra l’ingresso dello Squisio e quello del Saragato, ci si imbatte nella depressione che ospita l’ingresso dell’Arbadrix, un -360 scoperto dai reggiani nei primi anni ’80, ad oggi non collegato con il sistema che si avvicina fino a sfiorarlo, ma alla fine lo snobba.

 

È da qui che si comincia a godere davvero della maestosità della grande conca della Carcaraia che si offre allo sguardo con miriadi di doline, fratture, pozzi a neve grandi e piccoli, praticamente ovunque, e soprattutto con la grande quantità di sfasciumi e detriti rocciosi che ricoprono estese porzioni del pendio. Il tutto fa l’effetto di un paesaggio lunare.

Si avanza così in zone tormentate fino ad incrociare il sentiero CAI n. 177 che seguiamo in direzione del passo della Focolaccia tenendo la destra. Lo seguiamo fino alla deviazione che ci porta in breve all’ingresso dell’Abisso Paolo Roversi, che si trova poco sotto la cresta a quota 1710 m s.l.m. Con i suoi 1350 metri di dislivello totale è la grotta più profonda d’Italia.
L’abisso fu scoperto dai bolognesi a metà degli anni ’70, ma è solo nel 1995 con le esplorazioni dei fiorentini, coadiuvati da altri speleologi italiani, che ottiene il primato italiano di profondità.

È il classico abisso apuano che scende a grandi pozzi fino alla quota dei sifoni terminali. Un’altra delle sue particolarità è quella di contenere al suo interno una grande verticale unica di ben 310 metri chiamata Black Hole (o Pozzo Mandini). L’ingresso della grotta si trova pochi metri al di sotto dello spartiacque dove finalmente possiamo affacciarci sul più ripido e inciso versante marino: lo spettacolo è davvero notevole, e lo sguardo può spaziare dal mare alla montagna. [CONTINUA A LEGGERE]

 

 

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