Il percorso

In direzione sud-ovest, cioè alla nostra sinistra guardando il mare, si stagliano: Alto di Sella, Sella, Altissimo e Corchia. Davanti a noi la riviera della Versilia.

I versanti che si affacciano sul mare godono di un clima più mite ed anche le grotte da questa parte della montagna sono sensibilmente più calde (6-8°C contro i 3-5°C della Carcaraia). Anche se dalla cresta non si vede, sul lato a mare, a circa 5 km in linea d’aria a monte dell’abitato di Forno (nascosto alla nostra destra) si trova la sorgente del Frigido. Si tratta della sorgente più importante delle Alpi Apuane, alimentata, per quanto riguarda la Tambura, da tutto il versante a mare ma anche da una parte del versante interno, almeno per l’area entro la quale si apre il Roversi.

Sorgente di Equi Terme in piena

Sorgente del Frigido in piena

 

Dalla cresta, seguendo il sentiero, si giunge al passo della Focolaccia (prestare attenzione in caso di nebbia e con il buio) dove senza dubbio merita una visita il piccolo rifugio Aronte che è il più vecchio ed elevato in quota delle Apuane.
Dal passo si prende la strada di cava che rientra sul versante interno attraversando il bacino estrattivo che si apre proprio sul passo, e che anzi, negli anni, ne ha abbassato la quota. Guardando i piani di cava si possono vedere numerosi ingressi intercettati dall’attività estrattiva. Dal piano di cava in poi siamo di nuovo affacciati sulla Carcaraia e da qui si segue la marmifera che corre in piano sotto le gobbe del Cavallo fino al primo evidente tornante a destra.

Dal tornante, seguendo il segnavia, con breve deviazione si arriva all’ingresso dell’Abisso Perestroika (1530 m s.l.m.) piccolo e poco evidente, che però, a dispetto delle dimensioni, dà accesso all’ultimo esplorato fra i -1000 della Carcaraia. Se invece poco prima dal tornante si imbocca il sentiero del CAI n. 179 si può raggiungere in breve la foce di Cardeto e da qui affacciarsi sulla Val Serenaia. L’ingresso di Perestroika fu scoperto dal Gruppo Speleologico Lucchese e dallo Speleo Club Garfagnana sul finire degli anni ’80, ma solo nel 2004 ne è stato raggiunto il fondo ad opera del Gruppo Speleologico Fiorentino a 1160 metri di profondità. Si tratta di un accesso meteoalto, anche se la circolazione all’ingresso non è chiara. Sicuramente è parte integrante del complesso sotterraneo come peraltro lo è Mani Pulite che si apre poco a valle sempre su questo lato della conca, ma ad oggi nessuno dei due è stato ancora congiunto coi rami più occidentali del Saragato e dello Squisio: tempo al tempo. [CONTINUA A LEGGERE]

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